116) Huizinga. L'eclisse della ragione.
Siamo negli anni Trenta e allo storico olandese sembra che la
societ europea manifesti in modo evidente l'eclissi della
ragione. Bisogna quindi studiare questa demenza e cercare i mezzi
di guarigione.
J. Huizinga, La crisi della civilt, Einaudi, Torino, 1978, pagine
40-42.

 La nostra societ  piena di sintomi inquietanti, che si possono
adeguatamente raccogliere sotto la denominazione di indebolimento
del raziocinio. E' umiliante davvero. Si vive in un mondo in ogni
senso molto meglio informato intorno a se stesso, alla sua natura,
alle sue possibilit di quanto accadesse in qualsiasi precedente
epoca della storia. Oggettivamente e positivamente, si sa meglio
di prima come sia e si comporti il sistema cosmico, come lavori
l'organismo vitale, come si regolino le cose dello spirito, come
le conseguenze siano derivate dalle premesse. Il soggetto uomo
conosce s e il suo mondo meglio di quanto non si sia mai
conosciuto. L'uomo, in un senso molto positivo,  diventato pi
capace di giudicare. Pi capace in senso intensivo, in quanto lo
spirito penetra pi addentro nella concatenazione e nella
struttura, pi capace in senso estensivo, in quanto la sua
conoscenza si estende uniformemente su un molto maggior numero di
campi, e soprattutto in quanto un numero di persone molto maggiore
di prima partecipa a un certo grado di cultura. La societ, presa
come soggetto astratto, conosce se stessa. Il conosci te stesso
 sempre passato per il compendio della saggezza. La deduzione
finale pare inevitabile: il mondo  divenuto pi saggio. -  Risum
teneatis....
Sappiamo bene come stanno le cose. La follia in tutti i suoi
aspetti, quelli burleschi e comici, quelli maligni e dannosi, non
mai come oggi ha celebrato le sue orge pel mondo. Ora essa non
sarebbe pi l'argomento di un'operetta arguta e scherzosa di un
umanista di nobile mente e seriamente preoccupato come Erasmo.
Come malattia sociale bisogna studiare in tutta seriet l'immane
demenza dell'ora nostra, freddamente e oggettivamente mettere a
nudo i suoi sintomi, fissare l'indole del male, e cercare i mezzi
di guarigione.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume V, pagine 75-76.
